01 Novembre 2011
Che cos'è il destino? È il susseguirsi implacabile delle cause e delle conseguenze. Ma soltanto la vita biologica, istintiva deve sottostare assolutamente a lui. Tutti coloro che si identificano col corpo fisico, che hanno per scopo primario nell'esistenza la ricerca del piacere, delle comodità e dei beni materiali, non possono sfuggire alle leggi del destino. Chi invece è conscio di essere anzitutto uno spirito e cerca di manifestare in ogni attività il primato di esso, per lasciare sulla terra tracce di luce, d'amore, di nobiltà d'animo, diviene sempre più padrone del proprio destino. Perciò è chiaro, non vi è molto da discutere e da porsi domande sulla libertà: solo colui che si impegna ogni giorno nel porre al primo posto lo spirito sfuggirà all'influsso del destino e diventerà veramente libero (Omraam Mikhael Aivanhov, Un pensiero al giorno.).
26 Ottobre 2011
Se una determinata persona non vi ama, un'altra vi amerà. Se qualcuno non vi ama non significa che dovete rifiutarre voi stessi. Dovete concentrarvi sulla relazione più bella che possiate avere: quella con voi stessi. Amare se stessi non significa essere egoisti. avete bisogno di amare voi stessi. Allora, quando inizierete un rapporto non sarà perchè avete bisogno di essere amati... Diventa una scelta.
02 Marzo 2011
Una decisione è buona quando nasce dalla vita; è cattiva quando nasce solo dalla testa. E quando nasce dalla testa, non è mai categorica, è sempre
un conflitto. Le alternative rimangono ancora aperte e la mente continua a spostarsi da un lato all'altro. Il corpo è sempre nel qui ed ora, la mente mai: questo è il conflitto.[...] Quindi
il corpo rimane nel presente, ma la mente continua a saltare tra il
passato e futuro, e tra i due avviene una frattura. Il corpo è nel
presente e la mente non lo è mai; non si incontrano mai, non si trovano
mai faccia a faccia. Per via di questa frattura, nascono ansie e tensioni. La mente deve essere riportata al presente, perchè è l'unico momento che c'è. (OSHO)
12 Gennaio 2011
Qualcuno ha detto: "Come un uomo pensa in cuor suo, così egli è".
Oltre
ad essere vero, è anche uno dei più importanti segreti da realizzare
nella vita, poiché non è importante quello che accade attorno a noi, ma
come noi reagiamo in base a quegli accadimenti.
Ciò che siamo
dipende dalle nostre abitudini di pensiero e le nostre abitudini di
pensiero devono essere sottoposte al nostro controllo.
La mente
si affolla di tanti pensieri negativi, proprio come fanno le erbacce
con i fiori in un giardino, essi soffocano i pensieri positivi e la
fiducia.
I nostri dubbi ci tradiscono e ci fanno perdere, con la paura di tentare, il buono che potremmo ottenere.
Se sorvegliamo i nostri pensieri i nostri pensieri sorveglieranno noi.
Credere in se stessi non è solo importante, ma è necessario.
La fiducia permette di conseguire ciò che la mente umana può concepire e credere.
La
fiducia in se stessi è uno stato mentale che va coltivato giorno dopo
giorno, con perseveranza, mescolando il pensiero con la determinazione
del proposito e dello scopo, semmai ne abbiamo uno.
Conoscere se stessi rimane dunque la più grande delle conquiste e almeno una cosa è certa, nessuno può farlo al post nostro.
Ma
la vita va vissuta, non concettualizzata e la conoscenza, per divenire
consapevolezza, necessita di essere sperimentata e applicata
pienamente nella nostra vita e sulla nostra pelle.
Volete davvero
che gli uomini parlino bene di voi? Loro non parleranno mai bene di
voi ma questo non ha alcuna importanza, perché la stima degli altri non
è un criterio, mentre la stima di se stessi è un pilastro e un
fondamento.
Scegli onestamente la Tua strada nel canale del tuo
destino e prosegui nella scoperta dell'incessante ricerca quotidiana di
te stesso attraverso l'intero universo cercando con ogni mezzo di
osservare attraverso ciò che, spesso, è solo apparenza.
Quando si
fa davvero del proprio meglio con tutto il cuore, una sorta di
indomita e ostinata dedizione riesce a permeare i nostri pensieri e le
nostre azioni mostrando che non c'è fine ne limite se non quello che
noi stessi ci poniamo. Ma la voglia di Vivere, pretende la sua affermazione!
27 Ottobre 2010
Primo passo, decidi cosa desiderare. Chiarezza e concentrazione: ecco ciò che occorre per acquisire una visione nitida di cosa si vuole davvero. E poi, coraggio: nel sognare, non bisogna porsi limiti. Esagerate. E fate una lista dei vostri desideri che faccia da promemoria costante.
Secondo passo, scegli pensieri ed emozioni.
Il confine del pensiero è anche un confine esistenziale: non accadrà
niente nella vostra vita cui non abbiate pensato a lungo. Ragion per cui
è importante sorvegliare la qualità delle proprie convinzioni e
soprattutto individuare il sabotatore interiore che vi mette i bastoni
fra le ruote.
Terzo passo, pensa sempre alla fine.
Non toccate ferro, non si tratta di ossessioni macabre. «Molte persone
con questo esercizio scoprono che non sono
assolutamente chi vorrebbero essere, se questo fosse l'ultimo giorno
della loro vita». In quali termini quindi pensare alla morte? «Scrivi il
tuo elogio funebre»: sarà come mettere nero su
bianco una tabella di valori di riferimento, in base ai quali modulare
desideri e scelte di vita.
Quarto passo, elimina il significato.
Si vive interpretando, argomenta la Ricotti, e i significati che
attribuiamo agli accadimenti, soprattutto a quelli del nostro passato,
determinano le aspettative - positive o negative - riguardo al futuro.
Dimenticare o trasformare positivamente le proprie interpretazioni è la
chiave per cambiare vita.
Quinto passo, lascia correre.
Qui vale il noto adagio per cui, per una porta che si chiude, si apre
un portone. Perciò, meglio smettere di opporre resistenza alle cose che
non ci piacciono - il che moltiplica le esperienze negative - e di
vivere nel mondo dei «dovrebbe»: rinunciare al controllo, allentare la
presa e lasciar correre è la ricetta per vivere più leggeri.
Sesto passo, perdona. Il perdono rende liberi. Bando a
rancori e risentimenti che avvelenano l'animo. Meglio archiviare le
esperienze negative ricavando la lezione che portano con sé e ripartire
da zero ogni giorno, senza inutili fardelli.
Settimo passo, lasciati il passato alle spalle.
Ogni volta che si indugia a pensare a quel che ci è successo, è utile
porsi una domanda apparentemente banale: «E allora?». Meno ricordi e più
consapevolezza: le scelte future non potranno che essere migliori.
Ottavo passo, esprimi la tua gratitudine.
Ciò che si dà è anche ciò che si riceve: essere riconoscenti per quanto
di buono c'è nella propria vita attirerà energie positive di ritorno.
Nono passo, scegli gli amici con attenzione.
Chiedetevi sinceramente se le persone che frequentate vi rendono
migliori o vi lasciano svuotati. E poi prendete una sana decisione: alla
larga da chi sminuisce, dai meschini e dalle persone negative. Non c'è tempo da perdere con gente così.
Decimo passo, connetti mente, corpo e spirito. Dedicare del tempo di qualità a se stessi è fondamentale: meditare, fare sport, curare la propria alimentazione,
stare il più possibile a contatto con la natura sono rituali che
migliorano la vita. prendete un
appuntamento con se stessi una volta a settimana per dedicarsi a
un'attività piacevole. E, perché no?, tenere un diario.
Undicesimo passo, permetti a ciò che desideri di manifestarsi.
Visualizza, credi e ottieni. Soprattutto, non avere
dubbi circa la possibilità che i tuoi sogni possano davvero realizzarsi.
La vita che volevi è esattamente quella che avrai, se hai fede.
11 Maggio 2010
Tu sei la scelta di essere un creatore. Nulla all’infuori di te può impedirti di capire che sei tu a creare la tua esperienza. In definitiva tu sei l’unica forza nell’universo che possa bloccarti, poiché la tua volontà è libera di scegliere qualunque cosa. Vivere nell’illimitatezza è avere il coraggio di assumerti la piena responsabilità dello stato in cui si trova la tua vita, poiché equivale a sapere che tu ne sei il creatore; è sperimentare, attraverso la chiarezza dell’amore per il tuo essere, che tu sei Dio
“Tutto è amore... Tutto è amore. Con l'amore viene la comprensione. Con la comprensione viene la pazienza , poi il tempo si ferma. E ogni cosa è calata nel presente. Il presente è realtà. Indugiare nel passato o proiettarsi nel futuro determina dolore e malattia. La pazienza può fermare il tempo. L'ultima risposta è l'amore. Il quale non è un'astrazione, ma un'energia effettiva, ovvero un ampio spettro di energie che tu puoi «creare» e conservare nel tuo essere. Semplicemente amando. È così che cominci ad entrare contatto con il dio che sei. Apriti all'amore. Esprimi il tuo amore. L'amore dissolve la paura. Se provi amore, non puoi sentirti in pericolo. Poiché tutto è energia, e poiché tutte le energie sono sottese all'amore, tutto è amore. Questa è la precisa traccia che porta alla natura di essere Dio. Quando stai portando amore e non hai paura, sai anche perdonare. Puoi perdonare gli altri, e puoi perdonare a te stesso. Cominci così a vedere il mondo nella giusta prospettiva. Senso di colpa e rabbia sono riflessi della stessa paura. Il senso di colpa è una rabbia sottile diretta all’interno. Il perdono dissolve il senso di colpa e la rabbia che sono emozioni inutili e dannose. Perdona, dunque, perché questo è un atto d'amore. L'orgoglio può intromettersi, prendendo il posto del perdono. L'orgoglio è una manifestazione dell'io. L'io è transeunte, un falso sé.
06 Maggio 2010
IO non è qualcosa di definibile oltre questa parola che ognuno può provare dentro di sé e che non si può spiegare: TU. IO è definibile solo per assenza di definizioni: quando hai tolto tutto ciò che puoi definire viene a galla la verità. Qualsiasi definizione avviene nella mente, ma l'IO, il grande Essere, è fuori dalla mente e come tale non può essere definito da parametri o parole "mentali". Eppure tu sei quella cosa, poiché quella cosa, l'IO, è presente dappertutto. Quando ci svegliamo al mattino noi siamo IO, ma dopo un decimo di secondo la mente parte e comincia ad identificarsi e dice IO SONO; ancora dopo un altro milionesimo di secondo ecco che il guaio è fatto: la frase diviene IO SONO SEMPRONIO ed ecco che da ciò che in origine era vero, IO, diviene una identificazione. Hai mai pensato di percepirti per solo ciò che realmente sei, cioé IO? Sii calmo; E sappi: IO sono ciò che percepisco, cioé Dio. Questa è la via impersonale per entrare nella coscienza superiore.
dal sito www.trilogiadelliosono.it
12 Marzo 2010
Leggiamo nel dizionario che "convinzione" significa "credere, essere convinti o accettare che certe cose sono vere o reali". In un senso più ampio può anche significare il riconoscimento mentale di qualcosa come vero, anche se può mancare la certezza assoluta.
Una "convinzione" o "credenza", pertanto, suggerisce un'accettazione puramente mentale di qualcosa che in realtà potrebbe non avere affatto basi concrete.
“Le nostre convinzioni limitanti ci mettono addosso un sacco di stupide paure che diventano vere e proprie catene che ci rendono prigionieri”
La tristezza è un gradino sulla scala della gioia. Il rimpianto è legato al passato. E un'alienazione dal presente. Il rimpianto riguarda sempre qualcosa a cui non puoi porre rimedio;
eppure ti aggrappi al pensiero,
come se afferrandoti ad esso potessi mutare il corso degli eventi.
Invece è necessario accettare
ciò che non può più essere cambiato,
per quanto possa essere doloroso.
Una volta accettato, ne sarai liberato e liberata.
Se non lo fai, ne rimarrai prigioniero/a per sempre.
Mia Cara,mio Caro, osserva tutte le cose che suscitano in tè
rimpianto.
Non puoi cambiarne neppure una,
e il loro pensiero ti arreca ogni volta dolore.
Perché non impari a vivere nel presente?
A cancellare la tua storia personale?
Ad essere qui, ora?
In questo istante la tua vita non è forse pace e ordine perfetti?
Non sei forse in perfetta salute?
Di cosa hai bisogno, ancora, per essere felice?
Crogiolarsi nel rimpianto ti indebolisce e debilita.
Come una goccia di limone fa cagliare una tazza di panna,
così il rimpianto rende la vita sgradevole.
Il rimpianto tarpa la tua abilità
di intraprendere azioni positive nel presente,
poiché inquina la fonte della tua autostima.
Esso è una forma di autocritica
che assorbe energia dalla simpatia altrui.
Quando gli altri condividono il tuo rimpianto,
sentendosi dispiaciuti per tè,
essi ti incoraggiano a credere nel potere di ciò che ti crea dolore.
Cosa ti occorre per sentirti nuovamente gioioso o gioiosa?
Che cosa ti serve?
Perché non provi a esserlo ora?
Sì, d'accordo, ma cosa devo fare?
Mia Cara, mio Caro analizziamo la cosa dal punto di vista della
compiutezza.
Ciò che è completo,
è finito.
Le persone temono la compiutezza
in quanto essa è sinonimo di morte.
Poiché non hanno imparato a venire a patti
con la paura della morte. ovverosia credono ancora nella mortalità
facendo di tutto per evitarla.
La gente evita la compiutezza anche per altre ragioni:
per paura delle critiche,
per il bisogno di sentirsi perfetti, ecc.
Se cuoci un uovo,
non potrai cucinarlo una seconda volta.
È cotto.
Così è la vita.
Che senso ha aggrapparsi al passato,
rimuginare sui momenti lieti o tristi?
A meno che non si desideri punirsi.
Per dimorare nel presente,
ciò di cui hai bisogno in questo momento è vigilanza;
e una disciplina che ti permetta di prendere coscienza
e liberarti di tutto il passato
che assorbe la tua energia e attenzione.
Tutto ciò che è materia è destinato a tornare nel nulla.
Le uniche cose a cui devi aggrapparti
è il tesoro e l'ispirazione della Luce e
dell'Amore cosmico.
Tutto questo è molto utile, ma cosa vuoi dirmi?
Mia dolce creatura, hai già tutte le informazioni che ti
servono.
Sta a tè decidere se sei pronto o pronta a a essere libero/a,
realmente libero/a.
Non solo nelle tue relazioni,
ma in ogni attimo della tua esistenza.
Tu sei illimitato/a,
se solo scegli di esserlo!
La libertà viene se ci si lascia andare.
Libertà vuoi dire concedersi il potere di essere,
fare,
andare,
sentire,
qualunque cosa ti suggerisca
il tuo cuore.
Poiché hai frainteso quali siano realmente le tue
responsabilità,
non hai permesso a te stesso/a
di godere di una simile libertà.
La tua prima responsabilità è verso il tuo Sé.
Servilo sinceramente,
pienamente,
e servirai il Tutto.
La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli. ( F. Nietzsche )
10 Marzo 2010
« La chiave di ogni uomo è il suo pensiero. Benché egli possa apparire saldo e autonomo, ha un criterio cui obbedisce, che è l'idea in base alla quale classifica tutte le cose. Può essere cambiato solo mostrandogli una nuova idea che sovrasti la sua » (Ralph Waldo Emerson)
25 Febbraio 2010
I nostri sensi, i nostri instinti e la nostra immaginazione, sono sempre un passo avanti alla nostra ragione. (OCTAVIO PAZ)
28 Gennaio 2010
non è quello che è... è quello che ti ispira!
Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo. (Dalai Lama)
24 Dicembre 2009
L'uomo piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa. Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch'io possa conoscervi se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? È forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. Eppure, non c'è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto. Luigi Pirandello da Uno, nessuno e centomila
Mai. Una parola tremenda. La più tremenda di tutte le parole usate dagli uomini. Mai. La si può paragonare solo alla parola «morte». La morte è un grande «mai». Un «mai» eterno, che spazza via ogni speranza e ogni possibilità. Non ci sono più «forse», né «chissà». Mai.
Il male che ci tormenta non è nel luogo in cui ci troviamo, ma è in noi
stessi. Noi siamo senza forze per sopportare una qualsiasi contrarietà,
incapaci di tollerare il dolore, impotenti a gioire delle cose
piacevoli, sempre scontenti di noi stessi. Seneca, La tranquillità dell'anima
20 Ottobre 2009
La disperazione indebolisce la vista e chiude il nostro orecchio. Non vediamo altro che gli spettri del fato, e udiamo solo il battito del nostro cuore inquieto. (gibran)
13 Ottobre 2009
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